Pillole del Dr. Ringleb

Decidere usando il cervello

Come individui, prendiamo più di 4.000 decisioni ogni giorno. Tuttavia, la maggior parte delle volte, non ne siamo consapevoli, poiché la maggior parte dei nostri processi mentali – e in particolare i nostri processi decisionali – sono cablati nel nostro cervello.

Potremmo non esserne tutti consapevoli, ma il nostro cervello elabora le informazioni in due modi ben distinti. Le nostre decisioni, e il nostro comportamento di conseguenza, sono il frutto degli impulsi di due diversi sistemi: uno automatico e uno cosciente.Nel nostro cervello avviene quotidianamente qualcosa di simile alla trama di un film in cui due protagonisti si scontrano tra colpi di scena, tensioni e riappacificazioni.

Uno dei due personaggi è l’impulsivo, automatico e istintivo Sistema 1. L’altro è il cosciente,meditativo e calcolatore Sistema 2. Le loro interazioni influiscono sulle nostre decisioni, sul nostro modo di interpretare la realtà e sui nostri comportamenti finendo quindi per essere elementi fondamentali del nostro benessere.

La neuroscienza ha dimostrato che il cervello ricorda le esperienze sia a livello fisico che a livello emotivo. Quando si inserisce un evento nella nostra memoria, il cervello assegna una etichetta emotiva: se l’evento è piacevole, viene contrassegnato positivamente; se è stato doloroso, è etichettato negativamente. Quindi, ogni volta che sperimentiamo un nuovo evento, i nostri circuiti del Sistema 1 esplorano rapidamente la nostra memoria, confrontano il nuovo evento con le esperienze passate e ne selezionano automaticamente uno simile. Se questo evento passato, scelto inconsciamente, è stato etichettato positivamente, allora la nostra reazione al nuovo evento sarà molto probabilmente positiva; se l’evento passato è stato segnato negativamente, anche la nostra reazione sarà negativa.

Poiché spesso non siamo consapevoli che il nostro circuito del Sistema 1 ha raggiunto una decisione, possiamo trovarci a giungere a conclusioni basate su queste reazioni inconsce.

Ecco perché, il Sistema 1 a volte ci fa commettere degli errori di interpretazione. Per poterli correggere dobbiamo far intervenire il Sistema 2 e farci le giuste domande che ci consentano di valutare correttamente la situazione. Per esempio, spesso e volentieri di fronte ad una situazione difficile siamo abituati a dire che abbiamo un problema quando invece nella maggioranza dei casi abbiamo una decisione da prendere.

Un problema è tale quando si risponde positivamente a 3 domande:

  1. c’è una deviazione – qualcosa di anomalo? 
  2. La causa è sconosciuta?
  3. Devo conoscere la causa per intraprendere un’azione efficace rispetto alla situazione?

Se rispondiamo a queste domande, vedremo che nella quasi totalità dei casi, le nostre situazioni difficili sono in realtà delle decisioni.  Anche psicologicamente ciò cambia il nostro modo di pensare, una decisione è qualcosa su cui possiamo fare qualcosa, mentre il problema di solito lo subiamo.

Le domande da farci sono semplici – ad esempio: cosa devo decidere? Quali sono i criteri? Come misuro tali criteri? Sono tutti i criteri ugualmente importanti? Ci sono dei Must, dei criteri imperativi che devono assolutamente essere soddisfatti? 

Solo dopo aver riposto a queste domande,possiamo andare a studiare le alternative che abbiamo. Spesso le facciamo istintivamente ma poi ci perdiamo, magari vediamo un’alternativa che ci piace e scegliamo di istinto.

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